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Set
Concierge and bellboy standing at hotel entrance, rear view

Il portiere di notte: mansioni e rischi

Nonostante la sua figura sia spesso sottovalutata, il portiere di notte riveste un ruolo importante e complesso in una struttura ricettiva

Scopriamo insieme quali sono le competenze professionali necessarie per assolvere al meglio i suoi compiti:

  • Conoscenza della lingua inglese e delle principali lingue straniere per comunicare efficacemente con tutti gli ospiti;
  • Esperienza pregressa nel servizio di portineria di giorno;
  • Conoscenza certificata di idoneità alle operazioni di primo soccorso;
  • Conoscenza della contabilità e delle leggi in vigore per l’hotellerie;
  • Conoscenze informatiche di base;
  • Disciplina, diplomazia, self-control e rispetto della privacy.

Negli alberghi di alta fascia, inoltre, il portiere di notte deve saper svolgere anche il ruolo di receptionist, ovvero effettuare, laddove necessario, check in e check out e fronteggiare prontamente ogni eventuale imprevisto notturno. Ma i suoi compiti non finiscono qui… Il portiere di notte sostituisce infatti il direttore d’albergo nelle funzioni più urgenti: chiude la contabilità e controlla gli impianti della struttura.

Si tratta dunque di un ruolo chiave, che abbraccia diverse figure professionali e in più viene svolto esclusivamente nelle ore notturne (solitamente dalle undici di sera alle sette del mattino). Quest’ultimo aspetto, tornando al tema della Sicurezza sul Lavoro in Hotel trattato nel post di ieri, apre un ampio capitolo sui rischi derivanti dal lavoro notturno. 

L’alterazione del ritmo sonno-veglia, infatti, può provocare nell’individuo effetti a breve termine, quali insonnia e irritabilità, e a lungo termine, come patologie di natura gastroenterica o neuropsichica (es. disturbi ansioso-depressive). In termini di tutela della salute dei lavoratori, il datore di lavoro deve disporre quindi a proprie spese una serie di controlli periodici. La sorveglianza sanitaria è necessaria per valutare eventuali controindicazioni per il lavoratore allo svolgimento del lavoro notturno e i controlli devono essere almeno biennali.

In linea generale, il lavoro notturno rappresenta un fattore di rischio negativo per la salute dei lavoratori, in quanto l’organismo risulta maggiormente vulnerabile durante la notte, poiché il livello di vigilanza viene alterato dalla povertà di stimoli e dall’affaticamento conseguente l’attività lavorativa. 

Per limitare i danni legati a questa tipologia di lavoro, l’Eurispes ha stilato un breve vademecum comportamentale:

  • lavorare durante la notte in ambienti bene illuminati;
  • dormire durante il giorno ricreando il più possibile la condizione di buio;
  • mantenere un lungo periodo di sonno, eventualmente seguito da un breve riposo, evitando di dormire a intervalli;
  • alimentarsi durante il lavoro notturno non con semplici spuntini, ma con un pasto (ricordando che però pasti abbondanti e ricchi di carboidrati inducono facilmente la sonnolenza);
  • evitare l’abuso di caffeina e alcool durante la notte e di sonniferi durante il giorno.

Forse non tutti sanno che il portiere di notte deve essere iscritto all’Albo Speciale di Pubblica Sicurezza per esplicare il suo compito più importante ovvero vegliare sul riposo degli ospiti dell’albergo. Potremmo definirlo quindi un vero e proprio guardiano del sonno.

Una figura professionale preziosa e complessa, che richiede condizioni psico-fisiche impegnative e competenze specialistiche costantemente aggiornate.

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