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SENZA BARRIERE: NORMATIVA SULL’ACCESSIBILITÀ E VISITABILITÀ ( Decreto n. 236/89)

L’accessibilità delle strutture ricettive è una questione fondamentale e imprescindibile per un territorio che intende investire e sviluppare il “turismo per tutti”. Una struttura ricettiva che non risponde alle proprie esigenze e aspettative è, per tutti, un elemento che riduce la qualità complessiva della vacanza, che ci crea disagio, disappunto, insoddisfazione e alle volte anche collera e ira, a causa dei problemi creati dall’inesistente o scarso livello di accessibilità e di fruibilità, a cui spesso si associa una mediocre piacevolezza e una limitata valenza estetica. Da questa riflessione nasce la volontà di porre l’attenzione sul tema dell’accessibilità delle strutture ricettive, un’accessibilità che non sia solo conforme o rispettosa della legge, ma un’accessibilità che sappia essere funzionale, efficiente, comoda e soprattutto di qualità.  Le indicazioni in merito all’accessibilità sono state scelte cercando di tenere presenti i requisiti di fruibilità in autonomia, sicurezza, comfort e piacevolezza di un ambiente e dei suoi componenti da parte di persone con disabilità, in riferimento a problemi di movimento, di vista, di udito. Tali indicazioni sono relative ai seguenti aspetti della struttura ricettiva, che in seguito saranno approfonditi:

– gli spazi esterni: o l’area esterna; o il parcheggio e i posti auto “riservati”

– tra esterno ed interno della struttura ricettiva: o l’accesso esterno e l’ingresso nella struttura ricettiva o gli strumenti per il superamento dei dislivelli

– l’interno della struttura ricettiva: o l’accoglienza, i luoghi per il ricevimento o segnaletica ed informazione o corridoi e percorsi orizzontali o percorsi verticali: ascensori, scale, scale mobili, piattaforme elevatrici o elevatori o lift home, servoscala (N.B. assolutamente da evitare pur essendo permessi da normativa!), rampe

L’informazione è il presupposto fondamentale per l’ambito turistico che si vuole connotare come inclusivo. Ormai, per valutare l’accessibilità e comunicarla, non si può considerare più sufficiente e adeguato solamente il ricorso a “etichette” e simboli, che dicano se uno spazio è più o meno accessibile. Il rispetto dei principi di autonomia e auto-determinazione e l’esigenza di informazioni attendibili e, per quanto possibile, oggettive sull’accessibilità implicano necessariamente che la valutazione dell’accessibilità non si esprima esclusivamente con la definizione di un giudizio di valore “accessibile si o no”, ma si concretizzi in una descrizione, tecnica e completa, del livello di fruibilità della struttura stessa. Inoltre, chiare informazioni sull’accessibilità permettono un’auto-valutazione delle proprie possibilità.
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La normativa tecnica di riferimento è il DM n. 236/89, che, all’ art. 5.3 (Strutture ricettive) stabilisce che ogni struttura ricettiva (alberghi, pensioni, villaggi turistici, campeggi, etc.) debba avere tutte le parti e servizi comuni ed un determinato numero di stanze accessibili anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria.
Vanno però fatte delle precisazioni.
Se la struttura rientra nel campo di applicazione del DM n. 236/89, quindi se è stata realizzata o ristrutturata successivamente alla sua entrata in vigore dovrà rispettare queste disposizioni. VISITABILITA’   Con essa si “intende la possibilità  da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell’ alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta”. Per unità immobiliare si “intende una unità ambientale suscettibile di autonomo godimento ovvero un insieme di unità ambientali funzionalmente connesse, suscettibile di autonomo godimento”.
Per parti comuni dell’edificio si intendono “quelle unità ambientali che servono o che connettono funzionalmente più unità immobiliari”. Inoltre, nelle unità immobiliari sedi di attività ricettive il requisito della visitabilità si intende soddisfatto se tutte le parti e servizi comuni ed un numero di stanze e di zone all’ aperto destinate al soggiorno temporaneo determinato in base alle disposizioni sono accessibili.

Il DM n. 236/89
Decreto Ministero Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236 : “
Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’ adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’ eliminazione delle barriere architettoniche
Si riporta l?articolo che tratta in modo specifico delle strutture ricettive.
Art. 5 – Criteri di progettazione per la visitabilità
(omissis)

5.3 Strutture ricettive
Ogni struttura ricettiva (alberghi, pensioni, villaggi turistici, campeggi, etc.) deve avere tutte le parti e servizi comuni ed un determinato numero di stanze accessibili anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria. Tali stanze devono avere arredi, servizi, percorsi e spazi di manovra che consentano l’ uso agevole anche da parte di persone su sedia a ruote. Qualora le stanze non dispongano dei servizi igienici, deve essere accessibile sullo stesso piano, nelle vicinanze della stanza, almeno un servizio igienico.  Il numero di stanze accessibili in ogni struttura ricettiva deve essere di almeno due fino a 40 o frazione di 40, aumentato di altre due ogni 40 stanze o frazione di 40 in più.
In tutte le stanze è opportuno prevedere un apparecchio per la segnalazione, sonora e luminosa, di allarme.  La ubicazione delle stanze accessibili deve essere preferibilmente nei piani bassi dell’ immobile e comunque nelle vicinanze di un “luogo sicuro statico” o di una via di esodo accessibile
.  Per i villaggi turistici e campeggi, oltre ai servizi ed alle attrezzature comuni, devono essere accessibili almeno il 5% delle superfici destinate alle unità di soggiorno temporaneo con un minimo assoluto di due unità.
Per consentire la visitabilità nelle strutture ricettive si devono rispettare
le prescrizioni  atte a garantire il soddisfacimento dei suddetti requisiti specifici.
Campo di applicazione e decorrenza del DM n. 236/89
Le norme contenute nel Decreto si applicano:
1) Agli edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi quelli di edilizia residenziale convenzionata;
2) Agli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, di nuova costruzione;
3) Alla ristrutturazione degli edifici privati di cui ai precedenti punti 1) e 2), anche se preesistenti alla entrata in vigore del presente decreto;
4) Agli spazi esterni di pertinenza degli edifici di cui ai punti precedenti;
La sua decorrenza:
E’ importante sottolineare che, a decorrere dall’ 11 agosto 1989 (primo giorno posteriore ai sei mesi dall’ entrata in vigore delle legge previsti dall’ art. 1, comma 1), tutti i progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici ovvero alla ristrutturazione di interi edifici (siano essi, nel primo e nel secondo caso, destinati ad uso abitativo o ad uso non abitativo), compresi anche quelli di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata, dovranno essere adeguati alle prescrizioni tecniche contenute nel decreto del Ministro dei Lavori Pubblici di cui al comma 2 dell?art. 1 (Circolare n. 1669/89).

L’accessibilità per tutti in ambiente turistico è un requisito che è doveroso ottenere perché, oltre a configurarsi come diritto umano, è un imperativo normativo! In definitiva l’obiettivo della progettazione accessibile è indubbiamente quello di cercare quegli accorgimenti architettonici e tecnologici in grado di rendere le strutture accessibili in modo gradevole e non invasivo, costruendo ambienti belli e adatti a tutti. Altrettanto importante è il messaggio simbolico, che gli interventi per l’accessibilità trasmettono, che vale tanto quanto la loro effettiva funzionalità e che pertanto non dovrebbero mai venire nascosti o ingentiliti con posticci abbellimenti. La capacità comunicativa dell’architettura e la sua valenza connotativa sono molto importanti perché lasciano vedere o trasparire l’intenzionalità nei confronti dell’accessibilità e dell’inclusione.

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