6
Nov
tassasogg

Tassa di soggiorno: albergatori o esattori?

La tassa di soggiorno è un’imposta di carattere locale applicata a carico delle persone che alloggiano nelle strutture ricettive di territori classificati come località turistica o città d’arte.

Non si tratta ovviamente di una prerogativa italiana, ma quel che cambia, tra l’Italia e gli altri Paesi, è l’utilizzo spesso poco esplicito dei proventi derivanti dalla riscossione dell’imposta.

A Colonia, ad esempio, l’imposta di soggiorno si chiama “Tassa per la Promozione della Cultura” e il suo utilizzo è spiegato dettagliatamente sul sito ufficiale della città.

Negli Stati Uniti, invece è stata introdotta nel 2010 la Esta Tax, una tassa di ingresso di 14 dollari, di cui 10 destinati alla promozione del turismo americano all’estero e 4 alle spese amministrative. 

Altrettanto chiara è la situazione in Austria, dove ogni Land decide autonomamente l’utilizzo degli introiti, ma in cui il principio guida è investire per la promozione della città.

Tornando all’Italia, il D.L. 23/2011 stabilisce che il gettito derivante dall’imposta di soggiorno deve “essere destinato a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”.

Tuttavia dalla rilevazione effettuata dall’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno curato dal centro studi Panorama Turismo emerge soprattutto che le Amministrazioni Comunali, a causa della forte corruzione, faticano a dichiarare con chiarezza gli investimenti che effettuano con i proventi dell’imposta di soggiorno.

Sono pochi i casi in cui i rappresentanti del Comune decidono, insieme alle associazioni di categoria, dove investire tali proventi; nella maggior parte dei casi le Amministrazioni gestiscono tali fondi in maniera autonoma, senza concertazione con le categorie.

Le priorità primarie dei Comuni, per quanto riguarda gli investimenti effettuati con gli incassi dell’imposta di soggiorno, sembrano essere le seguenti:

  • eventi e manifestazioni” (16,4%)
  • restauro e manutenzione musei e monumenti (13,3%)
  • miglioramento della viabilità interna (8,2%)
  • arredo pubblico (7,6%)
  • sostegno agli uffici IAT (5%)
  • decoro cittadino e verde pubblico (4,8%)
  • realizzazione siti web (3,8%)
  • wi-fi e hotspot (3,6%)

Si tratta, in definitiva, delle attività più varie, non sempre in linea con le finalità turistiche. Non esiste infatti alcun obbligo di legge affinchè la tassa di soggiorno vada a beneficio del turismo!

Le modalità di applicazione dell’imposta variano – entro il limite dei 5 euro previsti dalla Legge – dal versamento di un importo fisso a un importo variabile, a seconda delle categorie alberghiere. Sono previste esenzioni – differenziate da Comune a Comune – in base a:

  • residenza
  • età dell’ospite
  • durata della permanenza
  • stagionalità
  • disabilità dell’ospite

A partire dal 1 gennaio 2016, è prevista un’impennata dell’imposta di soggiorno per far quadrare il bilancio in vista dell’esame finale del piano di riequilibrio da parte della Corte dei Conti.

La via che il Governo vorrebbe perseguire è quella di un incentivo fiscale che spinga all’adozione dell’imposta anche nei Comuni che oggi non la utilizzano (oltre 7 mila a fronte dei 650 che invece ne beneficiano). Si sta studiando inoltre la possibilità di agganciare l’imposta al costo della Camera e non più al numero di stelle della struttura.

Dulcis in fundo, poichè negli ultimi mesi sono aumentati notevolemente i casi di «evasione» da parte dei clienti, si sta facendo largo l’idea di far recuperare i soldi evasi direttamente agli albergatori, che a quel punto diventerebbero dei veri e propri “esattori” per conto del Comune di riferiemento. 

Una prospettiva alquanto complessa e ben poco rosea, che rischia di vanificare gli sforzi di contenimento dei prezzi da parte delle strutture alberghiere.

Voi che ne pensate?

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo non sarà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati*

Contatti





NOME:

E-MAIL:

MESSAGGIO:



S.S.A. SOLO SERVIZI ALBERGHI

00178 Roma (RM)

Tel. +39 06 92956768

Fax : +39 06 92956768

E-Mail: info@soloservizialberghi.it